venerdì 8 dicembre 2017

ALMENO LA PELLE SALLA! EPIDERMIDE

LA CUTE : STRUTTURA E FUNZIONE

Ed eccoci a parlare della pelle, l'organo di elezione per i cosmetici.
Per" dare alla pelle ciò che la pelle conosce" dobbiamo innanzitutto appunto conosce come è fatta la pelle, per "dare" attraverso l'uso dei cosmetici quei componenti che lei stessa ha (o aveva) , conosce.
 La cute rappresenta il confine tra il nostro organismo e il mondo esterno, costituendo una barriera di difesa capace di impedire l'accesso a microorganismi, sostanze tossiche e irritanti e ridurre la perdita di acqua.
Diversamente dal passato , oggi vene considerata un organo a tutti gli effetti.






Gli strati della cute : Epidermide , derma ed ipoderma.


EPIDERMIDE tessuto epiteliale.


L'epidermide è lo strato più esterno della pelle, per la quale rappresenta un mantello semi-permeabile.
il suo spessore varia a seconda delle zone corporee da 0,5 mm delle palpebre ai 4.5 mm del palmo delle mani e delle piante dei piedi.
L'epidermide è formata da cellule cheratinociti ,  che sono specializzate nella produzione (sintesi) di filamenti di cheratina.
Si distinguono 4 diversi  strati di cheratinociti, ognuno dei quali con cellule specifiche: strato basale, strato spinoso, strato granuloso e strato corneo, anche se tutte le cellule di questi strati provengono dalla divisione e proliferazione dei cheratinociti basali.







Lo strato basale pertanto rappresenta il compartimento staminale. Al di sotto , troviamo la membrana basale alla quale i cheratinociti sono "attaccati" grazie ad emidesmosomi. La membrana basale ha una forma ondulata , ciò permette anche ai cheratinociti più lontani dal sottostante connettivo, di essere nutrite. (ricordiamo che l'epidermide non essendo vascolarizzata trae nutrimento dal sottostante derma (connettivo).
Le ondulazioni del connettivo prendono il nome di papille connettivali, mentre le corrispettive ondulazioni dell'epitelio prendono il nome di creste epiteliali.
Tutte le cellule dell'epidermide , di fatto provengono dalla divisione e proliferazione dei cheratinociti dello strato basale.
Nel loro viaggio verso la superficie cutanea , i cheratinociti maturano e si trasformano si nella forma che nella funzione.
Nello strato spinoso  le cellule hanno un elevato numero di desmosomi : l'aspetto "spinoso" di questro strato dell epidermide è dato proprio alle numerose connessioni intracellulari presenti.
Salendo incontriamo lo strato granuloso, dove i cheratinociti sono carichi di cheratoialina e sviluppano corpi lamellari.

In sintesi

Cheratinociti:

  •  dallo strato basale (dove hanno i caratteri di cellule staminali) si moltiplicano per mitosi dando origine a nuove cellule che si differenziano via via che si spostano verso la superficie
  •  la loro specializzazione consiste nella produzione di cheratina, che viene accumulata all’interno del citoplasma
  •  risalendo negli strati sovrabasali tali cellule perdono la propria capacità di proliferare ed iniziano un processo di degenerazione
  •  nello stadio finale di cheratinizzazione le cellule si trasformano in lamelle appiattite che si sfaldano e si disperdono nell’ambiente (corpi lamellari)
Prima di raggiungere lo strato corneo, i cheratinociti si appiattiscono e perdono il nucleo, diventando corneociti che verranno rinnovati con la fisiologica desquamazione entro 15 giorni. 
La progressiva differenziazione cellulare da cellula basale a corneocita impiega circa 15 giorni per completarsi,durante questo processo vengono prodotti diversi tipi di cheratine specifici per ogni stadio maturativo. 
Specifici dello stroto basale sono le cheratine K5 e K14. Nello strato spinoso troviamo la K6 e K16, mentre k1 e k10 caratterizzano lo strato granuloso. 


Lo strato corneo.
Rappresenta la prima struttura cutanea con cui vengono a contatto i cosmetici che applichiamo, pertanto una puntuale conoscenza dello stesso è alla base del nostro lavoro estetiste e/o parrucchieri. 
Per molto tempo, lo strato corneo, è stato considerato struttura inerte in quanto costituito da cellule oramai prive di nucleo di mitocondri e di altri organuli cellulari. 
Negli ultimi anni gli studi ne hanno messo in evidenza l'aspetto vitale, dinamico e responsivo e in particolare il ruolo di funzione barriera dell'epidermide. 

La struttura dello strato corneo (SC) posiiamo paragonarla ad un muro di mattoni in cui i corneociti senza nucleo rappresentano i mattoni, mentre il cemento è costituito da una matrice di lipidi intracellulari specializzati. 

L'integrità dello SC è alla base della funzione barriera dell'epidermide. 
Il corneocita può essere rappresentato come una complessa  proteina insolubile formata principalmente da macrofibrille di cheratina avvolta da un involucro corneo. Questo involucro corneo spesso circa 15-20 nm, è costituito da una componente proteica legata a uno strato di lipidi, i ceramidi.
La parte parte proteica è composta da locrina , involucrina e da proteine di piccole dimensioni ricche di prolina. Le diverse componenti sono legate tra loro da ponti isopeptidici, formati dalle transglutamasi. 
Il cemento infracornecitario è composto dal 45-50% in ceramidi tra cui il ceramide 9 (scoperto di recente 2003) dal 25% dal colesterolo , 10-15% acidi grassi liberi, e il 5% circa di alltri lipidi tra cui il colesterolo fosfato. 
I lipidi intracellulari provengono prevalentemente dai fosfolipidi , dal colesterolo e dai glucosilceramidi contenuti nei corpi lamellari , piccoli organuli intracellulari che nella fase tardiva della differenziazione epidermica, a livello dell'interfaccia tra lo strato granuloso e lo strato corneo , si fondono con la membrana cellulare cheratinocitaria , diffondendo i lipidi nello spazio intracellulare insieme a enzimi litici quali la sfingomielinasi , la fosfolipasi secretoria A2 e la beta-glucocerebrosidasi. 
L'acilglucosilceramide è particolarmente rappresentato nell'ambito dei corpi lamellati , caratteristica degli epiteli cheratinizzati. 
Si tratta di un lipide composto da una lunga catena di acidi grassi contenente acido linoleico.
dopo la sua estrusione nello spazio intracellulare  l''acilglucosilceramide e gli altri glucosil ceramidi vengono deglicosilati , diventano acilceramidi principali carrier di acido linoleico nello strato corneo. 
 L'acilglucosilceramide è inoltre il precursore degli idrossiceramidi che costituiscono l'involucro lipidico del corneocita. 
L'intensa attività metabolica presente nello SC ha portato a considerarlo una struttura in qualche aspetto "vitale". 
I lipidi del compartimento intercellulare sono organizzati in strutture multilamellari. 
Qualsiasi alterazione in questo delicato processo comporta dei danni a carico della funzione barriera dell'epidermide.



Cemento Intercorneocitario corpi lamellari di Odland (o cheratinosomi), 

Il cemento intercorneocitario (o cemento lipidico) rappresenta il materiale che tiene uniti i mattoni (corneociti) che costituiscono la struttura a muro tipica dello strato corneo.
Il compito del cemento intercorneocitario, quindi, è quello di mantenere saldi i corneociti gli uni agli altri, sigillando gli spazi interposti fra le cellule e garantendo in questo modo l'impermeabilità della struttura.
Come precedentemente accennato, tale cemento è costituito da sostanze lipidiche (lipidi intercellulari) e la sua sintesi avviene durante i processi di differenziazione dei cheratinociti.
I lipidi intercellulari, infatti, provengono dai corpi lamellari di Odland (o cheratinosomi), organuli presenti nello strato granuloso dell'epidermide. Essi sono delle vescicole provviste di membrana che contengono numerosi strati lamellari di lipidi (da cui il nome corpi lamellari), disposti uno sopra l'altro, un po' come una pila di piatti.
Il contenuto di queste vescicole è ricco e variegato e comprende:
  • Sostanze grasse quali fosfolipidi, glucosil-ceramidi, colesterolo e sfingomielina che formano i sopra citati lipidi lamellari;
  • Proteine non enzimatiche;
  • Enzimi;
  • Molecole dotate di attività antimicrobica.
Ad ogni modo, durante la differenziazione dei cheratinociti, la membrana dei corpi lamellari di Odland va a fondersi con la membrana delle cellule più alte dello strato granuloso ed i lipidi vengono emessi all'esterno per esocitosi. Tali grassi vanno poi a disporsi tra un corneocita e l'altro, formando delle lunghe lamine: ognuna di esse è organizzata in uno strato bilayer, un po' come il doppio strato fosfolipidico che caratterizza la membrana cellulare. Queste lamine si stratificano, dando origine a quello che viene comunemente definito come "grasso multilamellare".
Le sostanze grasse contenute nei corpi di Odland - pur essendo lipofile - non sono del tutto apolari. Questa caratteristica viene persa quando vengono estruse dalla vescicola: le glucosil-ceramidi diventano ceramidi, il colesterolo viene in gran parte esterificato e i fosfolipidi vengono idrolizzati ad opera dell'enzima fosfolipasi A2, con conseguente liberazione di acidi grassi liberi.
Il risultato finale è un complesso lipidico completamente idrofobo, cioè impermeabile all'acqua.
Inoltre, è bene ricordare che gli acidi grassi liberi derivanti dalla suddetta reazione d'idrolisi, sono essenziali non solo per l'espletamento della funzione barriera, ma anche per il mantenimento del pH acido a livello dello strato corneo.
Le ceramidi, invece, sono disposte all'interfaccia fra lo stesso cemento lipidico e il rivestimento corneo che sostituisce la membrana cellulare nei corneociti.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/corneociti-odland-nmf.html








Nello strato corneo l'acqua è presente in due forme: legata e libera.
L'acqua legata è quella connessa alle proteine di membrana dei corneociti e ai lipidi intralamellari tramite legami covalenti e legami idrogeno.
L'acqua libera si diffonde attraverso l'ambiente esterno. i lipidi intracellulari sono di vitale importanza nella regolazione del contenuto di acqua , l'aumento della TEWEL ( Trans Epidermal Water Loss)
va di pari passo con la perdita dell'integrità della barriera cutanea.
Recenti studi hanno dimostrato che la regolazione della sintesi lipidica epidermica si basa sulla funzione barriera della cute stessa.
Pertanto, un danno alla barriera induce precocemente la secrezione di corpo lamellari preformati e un'accellerata produzione di corpi lamellari,  successivamente si osserva la proliferazione epidermica , aumento della quantità di mRNA e aumentata attività di tutti gli enzimi coinvolti nella sintesi di acidi grassi , colesterolo e ceramidi.

Nella cute normale il contenuto di acqua nello strato corneo è pari a circa il 15-20%: quando questo valore scende al si sotto del 10% la cute diventa secca e si osservauna fine desquamazione.
la capacità dello strato corneo di trattenere acqua dipende non solo dai lipidi intracellulari ma anche da sostanze igroscopiche , che agiscono da umettanti endogeni il cui insieme è noto come MNF (Natural Moisturizing Factor) .
Fattore Naturale di Idratazione

Il fattore naturale di idratazione - anche chiamato NMF (dall'inglese Natural Moisturizing Factor) - è una miscela di varie sostanze idrosolubili e fortemente igroscopiche (in grado, cioè, di assorbire molta acqua) presente sia all'interno dei corneociti, sia negli spazi intercorneocitari. Esso è importante per mantenere l'idratazione dello strato corneo nel suo complesso.


Nel dettaglio, l'NMF è composto da:                                                         
Amminoacidi liberi;
Acidi organici e loro sali;
Composti azotati (come, ad esempio, l'urea);
Acidi inorganici e loro sali;
Saccaridi.
Gli amminoacidi costituiscono le principali sostanze che compongono il fattore naturale di idratazione. Molti di essi sono forniti dalla filaggrina, la proteina che fa da supporto ai filamenti di cheratina all'interno dei corneociti e che viene successivamente degradata.
Come accennato, il fattore naturale d'idratazione è abbondantemente presente all'interno dei corneociti, dove svolge delle funzioni umettanti (garantisce, cioè, l'idratazione dello strato corneo trattenendo quel 15% di acqua che abbiamo visto essere molto importante per la salute della cute).

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Fonti: Manuale del Cosmetologo II edizione. 
Igiene , Anatomia e Fisiologia Editrice San Marco 

Kosmesi Tecniche Nuove.


















































































































































































































































































































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