venerdì 29 dicembre 2017

Cellulite e adiposita' localizzate: Cosa sono e come scegliere i trattamenti adeguati.📖


Teniamoci pronte carissime perché a breve , appena finite le feste assisteremo al solito tormento della pubblicità che punterà non più,  come in questi giorni , sui profumi , gioielli o cosmetici adatti come regali, ma a fare leva su quel nervetto scoperto che in particolare noi femminucce abbiamo che é la cellulite.
In effetti siamo ben lontane dalla tanto temuta prova costume, in questo mese nevoso in effetti a tutto pensiamo tranne che alle nostre coscette 😂.

Eppure a pensarci da adesso si che abbiamo buone possibilità di arrivare in ottima forma ad indossare in nostro costumino.
Come in ogni altra cosa , anche per i trattamenti cosmetici il fattore tempo ⏲ gioca un ruolo fondamentale.  I cosmetici si sa ,non fanno miracoli, anche se i vari slogan pubblicitari ci inducono a crederlo. I cosmetici sono degli strumenti attraverso i quali ci prendiamo del nostro corpo e ci regalano sicuramente grandi benefici legati sempre e comunque ad uno stile di vita corretto e funzionale a ciò che trattiamo cosmetologicamente.
E arriviamo così a" chi ben comincia è a metà dell'opera " io aggiungerei chi prima inizia...
Ma di cosa stiamo parlando?


Dietro al termine scientifico di “pannicolopatia edemato-fibrosclerotica , c'è uno dei problemi più diffusi tra le donne di tutto il mondo: la cellulite. Il termine “cellulite” non è in realtà corretto in quanto lascia intendere un'infiammazione cellulare che in realtà non esiste.  Si tratta di un inestetismo cutaneo complesso, diffuso e di difficile soluzione, causato da un disturbo che interessa l'ipoderma (il pannicolo). La principale attività dell’ipoderma è quella di accumulo e
riserva di grassi; nei momenti di maggiore richiesta energetica si attiva la lipolisi (vengono liberati i grassi accumulati per poter essere utilizzati per la produzione di
energia) mentre la lipogenesi avviene quando si ha un eccesso di apporto calorico.
A livello tissutale, in presenza di cellulite si  si osservano le seguenti modifiche:

  • ipertrofia delle cellule adipose che subiscono alterazioni di forma e di volume; 
  • rotture e lacerazioni della membrana citoplasmatica che le avvolge; 
  •  conseguente fuoriuscita dei trigliceridi e loro diffusione a livello dei tessuti, negli spazi intercellulari; 
  • accumulo di liquidi in eccesso (ritenzione idrica). L'equilibrio del sistema venoso e linfatico è modificato con un rallentamento del flusso sanguigno e una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti. 
  • Fenomeni involutivi del tessuto reticolare intorno agli adipociti con interessamento anche delle fibre di collagene. 

I fattori che causano tali alterazioni localizzate interessano il microcircolo della massa adiposa e, con il tempo, eterminano una compromissione anatomica e funzionale dell'unità vascolare del tessuto; questo conduce all'insorgenza di problemi a carico dell'ipoderma e dello strato immediatamente sovrastante, il derma. La degenerazione
della microcircolazione del tessuto adiposo comporta una conseguente alterazione delle sue più importanti funzioni metaboliche.
La cellulite si riscontra soprattutto nelle donne con un’alta frequenza già a partire dai 18-20 anni e il problema si accentua con l’avanzare dell’età. La distribuzione della cellulite nella donna si verifica in determinate regioni e può seguire il modello del deposito del tessuto adiposo. La localizzazione è ampia e interessa cosce, parte delle gambe, zona mediale delle ginocchia, regione lombosacrale, glutei, spalle, fascia estensoria e laterale degli arti superiori, base posteriore del collo, addome, ecc.
La zona elettiva è però la parte posteriore delle cosce che nei primi stadi si presenta come solcata da sporgenze e da rientranze trasversali con un'intensità proporzionale
all'adiposità ed all'età del soggetto. Uno stadio più avanzato mostra un'estensione dei depositi di grasso ai lati delle cosce e un aspetto delle zone posteriori di esse “a materasso” (a zone sporgenti si alternano punti fortemente rientranti, come nella cucitura dei materassi). Zone di infiltrazione molle si alternano a zone dure, influendo negativamente sulla libera circolazione della linfa; ciò induce a disordine nella struttura degli strati più esterni (pelle, sottocutaneo, strato adiposo).
 La pelle “cellulitica” si presenta inizialmente più opaca, con tonalità spesso cianotica, e si può avvertire una certa diminuzione di temperatura della cute. Alla palpazione tra le dita compare la caratteristica “buccia d'arancia”. Successivamente il tessuto si arricchisce di piccoli noduli fibrosi profondi, ecchimosi per traumi anche minimi, teleangectasie e dolenza spontanea o provocata da compressione. L'avanzare del processo porta alla comparsa di “ondulazioni” ed avvallamenti che rivelano la forte perdita di tono e di elasticità della pelle.
Si possono individuare tre stadi evolutivi della cellulite:

  1. Fase edematosa: la cellulite si avverte solo al tatto. In questa fase precoce prevale il ristagno di liquidi nei tessuti, con gonfiori o edemi, localizzati principalmente intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia; 
  2. Fase fibrosa: viene coinvolto il tessuto adiposo. A causa dei liquidi penetrati nei tessuti, le cellule adipose si distanziano l'una dall'altra e non riescono più a svolgere le loro funzioni metaboliche. Le fibre elastiche, che rendono la pelle morbida e tesa, vengono compresse dalle cellule adipose. Le fibre di collagene, che svolgono una funzione di sostegno, degenerano e i capillari si alterano; si formano dei piccoli noduli e l'epidermide assume l'aspetto “a buccia d'arancia”. 
  3. Fase sclerotica: il tessuto diventa duro al tatto, con la comparsa di noduli di grandi dimensioni; la superficie cutanea assume il tipico aspetto “a materasso” con avvallamenti e macchie di colore, è fredda e dolente al tatto. 

La cellulite può essere distinta in cinque tipi principali:

  1. Cellulite dura (compatta) 

Si osserva nelle persone giovani, dove la cute è ancora elastica e non ha perso tono. Non varia di aspetto passando dalla stazione eretta a quella distesa. Visivamente non mostra zone flaccide né avvallamenti ma, “pinzando” la pelle tra le dita, compare la caratteristica granulosità della “buccia d'arancia”.

2.Cellulite molle (flaccida)

È una forma che si sviluppa nel corso degli anni, caratterizzata da perdita di tono cutaneo e presenza di avvallamenti o buchi in cui il tessuto cellulitico è ricco di acqua. In posizione eretta le manifestazioni sono ben visibili mentre, in quella distesa, sembrano scomparire del tutto; ciò è dovuto al fatto che il sottocutaneo cellulitico, non avendo più  una matrice elastica di contenimento, si didistribuisce.

3. Cellulite mista

È il tipo più diffuso e può essere considerata una manifestazione intermedia tra le due precedenti; si osserva quindi un quadro dove vi è un discreto mantenimento del tono ma iniziano a comparire svariati avvallamenti.

4.Cellulite con presenza di adiposità rilevante
Si osserva un accumulo di grasso diffuso che a volte tende a nascondere la cellulite, in quanto rende la superficie cutanea più tesa. La manovra del pinzamento tra le dita consente di evidenziare l’aspetto “buccia d'arancia”.

5.Cellulite linfoedematosa

È una cellulite molto infiltrata di liquidi (ancora maggiore rispetto alla cellulite molle), con edemi e a volte con un'insufficienza venosa o linfatica evidente. Alla palpazione si nota un tessuto spugnoso e una sensazione di liquido che riempie gli spazi. All'osservazione può rilevarsi un gonfiore diffuso o concentrato nelle parti basse delle gambe o delle caviglie.



MECCANISMI DI FORMAZIONE
La cellulite è un processo che inizia per una “sofferenza” del microcircolo. Tutti i vasi sanguigni più sottili della zona interessata sono alterati nella loro funzione o nella loro
struttura anatomica. L' insufficienza della microcircolazione (deputata agli scambi nutritivi con i tessuti) porta ad un'alterazione nel metabolismo del tessuto connettivo e
alla compromissione della permeabilità vasale. Dai vasi sanguigni, infatti, passa per fini nutritivi una certa quantità di liquido, ossigeno e cellule del sistema immunitario.
Contemporaneamente, attraverso il sistema linfatico, il liquido fuoriuscito deve essere riassorbito, portando con sé i cataboliti. Il primo evento che porta alla formazione della
cellulite è la perdita dell'equilibrio tra queste due fasi; si ha una maggiore permeabilità con conseguente fuoriuscita di liquido nell'interstizio ed estrema difficoltà al suo riassorbimento. L'eccesso di liquido interstiziale, oltre che a provocare una sofferenza diretta del tessuto, instaura un vero e proprio meccanismo “reattivo” che consiste nella produzione, in modo irregolare ed eccessivo (da parte di fibroblasti), di nuove fibre connettivali come a “delimitare” la zona interessata. Queste, “comprimendo” i vasi e sequestrando entro tralci fibrosi le cellule adipose, peggiorano ulteriormente il circolo. Il tessuto adiposo viene così a trovarsi racchiuso in lobuli e tende a degenerare, perché sempre meno servito dal circolo ematico.

CAUSE DI FORMAZIONE
Numerosi sono i fattori alla base del manifestarsi della cellulite; quelli di tipo genetico, i disturbi circolatori (soprattutto a carico del microcircolo e dei capillari), lo stile di vita, l’alimentazione e i fattori ormonali.


  • Fattori genetici

Le donne mediterranee hanno un corredo ormonale più ricco di estrogeni che favorisce l'accumulo dei chili in eccesso sulla parte inferiore del corpo, ritenzione idrica e stasi circolatoria. C’è inoltre la tendenza da parte del sesso femminile, ad accumulare maggiormente tessuto adiposo (30% in più ispetto all'uomo).

  • Fattori alimentari

Certi stili alimentari tenuti in età neonatale possono condizionare il metabolismo nell'età adulta e favorire la cellulite; per es. l'alimentazione ipercalorica ed iperglucidica del neonato, l'uso di omogeneizzati di carne con tracce di ormoni estrogeni.

  • Fattori determinanti: gli ormoni 

Il ruolo più importante spetta agli estrogeni; un eccesso di produzione facilita la ritenzione idrica ed aumenta 'accumulo dei trigliceridi nell'adipocita. L'eccesso può anche essere legato ad assunzione di farmaci (es. anticoncezionali). Altri ormoni da considerare sono i corticosteroidi che facilitano la ritenzione idrica e l'adiposità, la prolattina che influisce sull'avanzare della cellulite e aumenta nei periodi di stress e gli ormoni tiroidei, la cui diminuzione porta ad un rallentamento del metabolismo dei grassi.

  • Fattori favorenti o aggravanti

Ci sono altri fattori che agiscono peggiorando lo stato circolatorio e rendendo difficoltoso il ritorno venoso e linfatico:

  • le abitudini di vita scorrette (come la sedentarietà); 
  • l'abbigliamento che può provocare costrizioni (jeans stretti, stivali stretti, calze elasticizzate costrittive, tacchi a spillo ecc.); 
  • l'alimentazione con l'assunzione di troppe calorie; 
  • l'introduzione di tossine (farmaci, alcool, conservanti alimentari, grassi animali, fumo, ecc.); 
  • lo scarso uso di alimenti detossificanti (fibre, acqua, vitamine); 
  • i vizi di postura (come le gambe accavallate); 
  • la stipsi, che porta ad una stasi veno-linfatica in quanto l'intestino ingombrato comprime i grossi vasi reflui dagli arti inferiori; 
  • la gravidanza che influenza in maniera importante il ritorno veno-linfatico a causa dei cambiamenti ormonali, della diminuzione del movimento ed attività fisica, dell’ingombro e compressione esercitata dal feto sui vasi addominali; i farmaci, in particolare gli estrogeni ei cortisonici. 

TRATTAMENTI

I trattamenti ad azione anticellulite sono mirati ai vari tessuti coinvolti nell’insorgenza della cellulite (microcircolo, tessuto adiposo, fibre connettivali) e devono essere appropriati alla diagnosi in base al tipo e allo stadio di cellulite. Si deve stabilire, infatti, se si tratta effettivamente di cellulite oppure di un eccesso di grasso, di un edema dei tessuti o di una perdita di tono. I cuscinetti abbondanti a volte sono solo semplice grasso in eccesso; in tal caso i trattamenti da consigliare sono quelli “lipolitici”: la dieta, l'aumento dell'attività fisica, il massaggio, la mesoterapia con prodotti lipolitici. A differenza della cellulite, l'edema consiste in un ristagno di liquidi interstiziali causato da vari disturbi fisici come insufficienza renale, insufficienza venosa e linfatica, ritenzione idrica, ecc; si manifesta con un'imbibizione dei tessuti che assumono un aspetto gonfio, spugnoso ed infine ispessito ed indurito. Per motivi legati alla gravità ed emodinamici le prime manifestazioni si mostrano, contrariamente alla cellulite, nelle zone quali piede e
gamba. L'edema favorisce la cellulite e spesso l'accompagna, ma bisogna valutare la situazione prevalente. I trattamenti di scelta per l'edema puro e la cellulite linfoedematosa sono ad es. il massaggio linfodrenante, la jonoforesi e la mesoterapia
con prodotti vasotonici, la pressoterapia. Il massaggio resta comunque il trattamento di prima scelta per tutte le forme di cellulite. Le sostanze più usate nel massaggio ad
azione anticellulitica possono essere così raggruppate:

1) sostanze vasotoniche, capaci di aumentare il tono vasale, diminuire la permeabilità delle pareti vasali e favorire il riassorbimento e di ritorno veno-linfatico;
2) sostanze lipolitiche, in grado di esaltare il metabolismo del tessuto adiposo;
3) sostanze restitutive e tonificanti, utilizzate per rigenerare la pelle e per ripristinare un accettabile assetto dermico;
4) sostanze iperemizzanti, utili per riattivare la circolazione cutanea in profondità fino a livello del tessuto adiposo.



Oltre al massaggio, sono presenti altri trattamenti come: la jonoforesi, l'elettroforesi, l'idromassaggio, la pressoterapia, l'uso di correnti eccito-motorie, gli ultrasuoni, le ipertermie, la frigoterapia, la mesoterapia, l'ozonoterapia, la laserterapia, l'elettrolipolisi.
Molto importante è la dieta, che deve essere ipocalorica, ricca di fibre, vitamine, oligoelementi e povera di tossine, acidificanti, zuccheri, grassi animali.
Rilevante è anche l'attività fisica che deve essere regolare e leggera. Per la cellulite sono consigliabili passeggiate, nuoto, uso della bicicletta e cyclette senza sforzi eccessivi ed
improvvisi che sono controproducenti, in quanto fanno aumentare le tossine locali (per es. acido lattico) e assorbono sangue dal microcircolo superficiale per condurlo alla
muscolatura. Massaggi ripetuti, energici, razionali ed una costante ginnastica degli arti inferiori possono portare ad una riduzione del disturbo o ad evitarne il peggioramento.

L'approccio moderno al trattamento della cellulite punta su due azioni specifiche:
📌antiedemigena e lipolitica.
Per quanto riguarda i derivati vegetali antiedema, troviamo l'escina e l'ederina, principi attivi presenti rispettivamente nei semi di ippocastano (Aesculus hippocastanum) e nelle foglie di edera (Hedera helix). Tali sostanze svolgono una marcata attività antiedema e hanno un positivo effetto sulla fragilità e permeabilità capillare. La loro azione si svolge su tre fronti:
• aumento della resistenza vasale e miglioramento della circolazione;
• aumento della rimozione ed eliminazione dei liquidi ristagnanti nei tessuti;
• effetto antinfiammatorio e anticongestizio.
Ottimi risultati si sono ottenuti anche con altre sostanze di origine vegetale ad azione simile a quella delle piante sopraccitate, quali il rusco (Ruscus aculeatus), la centella
(Centella asiatica), l'uva (Vitis vinifera), la betulla (Betulla alba). La centella in particolare si è dimostrata eccezionale poiché è in grado di stimolare una particolare proteina
adesiva, chiamata fibronectina, che contribuisce a mantenere l'integrità dell'endotelio dei vasi. Per quanto riguarda i derivati vegetali con azione lipolitica troviamo la caffeina
(alcaloide) e i derivati vegetali che la contengono: noce di cola, semi e foglie di caffè, foglie di tè, semi di cacao (Cola acuminata, Coffea arabica, Camelia sinensis, Theobroma cacao). Questi estratti provocano un aumento della lipolisi con positivi effetti sulla riduzione adipocitaria. L’attivo con attività lipolitica più impiegato e più conosciuto è la caffeina, che viene veicolata nelle preparazioni cosmetiche, solubilizzata in l'acqua o meglio ancora in soluzioni idro-alcoliche.
Sono utili anche gli estratti di alcune alghe come la quercia marina (Fucus vesiculosus) contenenti iodio organico in piccole quantità che è fondamentale per la sintesi degli
ormoni steroidei che vanno a stimolare il metabolismo basale. Bisogna comunque ricordare che i prodotti contenenti iodio andando ad attivare la tiroide e stimolando quindi
il metabolismo sono da evitare in caso di gravidanza e di problemi alla tiroide stessa.
Le alghe, in base alla zona di provenienza e alla loro tipologia, presentano un diverso contenuto di minerali. Le alghe tipiche dell'oceano Atlantico e del Pacifico del Nord sono ricche di iodio e zinco mentre le alghe della Bretagna e della Normandia (queste ultime infatti sono ricche di vitamine del gruppo A ed E, di oligoelementi e di sali) sono note per
il loro effetto drenante, modellante e anticellulite e per la loro azione sulla microcircolazione. Grazie alle loro caratteristiche intrinseche, sono agenti osmo-idro regolatori, migliorano la vitalità ed il rassodamento della pelle, rivestono la cute di un film protettivo naturale, partecipano al drenaggio della pelle, aiutando ad eliminare le tossine e le scorie metaboliche, contribuiscono quindi al rimodellamento del corpo. Inoltre sono tonificanti e combattono gli squilibri (in particolare nel caso di problemi che riguardano la circolazione linfatica), combattono i processi degenerativi dovuti all'invecchiamento ed esercitano un'azione depurativa.
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A presto
Francesca.  ♥️

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Fonti: 
Il manuale del cosmetolo I e II edizione
Riviste digitali tecniche nuove Kosmetica 
Riviste digitali tecniche nuove L' erborista  
I difetti del microcircolo Intesa.  
Cosmetologia Umberto Borellini.  

14 commenti:

  1. Non conoscevo la distinzione
    Grazie, mi insegni sempre qualcosa di nuovo

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  2. Consigli ed informazioni utili per trovare a capire che tipo di cellulite tutte abbiamo e come combatterla in previsione dell'estate!

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  3. Sono una ragazza snella e faccio pilates, ma un po' di cellulite ce l'ho anche io.vedo che comunque tende a diminuire se sono costante nel fare lo scrub e uso una buona crema idratante, da massaggiare sulle zone critiche.

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  4. Consigli molto utili, lotto da tantissimo tempo contro la cellulite!

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  5. Questo post è davvero utilissimo e sviscera il problema alla radice. Grazie. Rita

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  6. Certo non è una cosa piacevole..non sapevo esistessero tutti questi tipi di cellulite!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

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  7. Una visione d'insieme e piuttosto approfondita dell'argomento senza false promesse. Brava!

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  8. Molto interessante questo post, non sapevo esistessero tutti questi tipi di cellulite
    Alessandra

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  9. Sempre molto approfonditi i tuoi articoli. Davvero utile, grazie!

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  10. Penso che sia il cruccio di ogni donna la maledetta cellulite! Io ho letto il libro dell'Estetista Cinica a riguardo. :)

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  11. Sempre consigli utili, adoro leggere i tuoi articoli!
    R.

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  12. Odiosa cellulite! Grazie per i consigli!!!

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  13. io sono fortunatissima... sarà genetica??

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I vostri commenti sono molto graditi. Grazie Francesca.