domenica 25 marzo 2018

Proprietà e benefici dell'Aesculus hippocastanum.

Aesculus hippocastanum

L’ippocastano riduce il ristagno di liquidi, incrementando la permeabilità dei vasi capillari e, conseguentemente, permette il  riassorbimento dei fluidi in eccesso da parte del sistema circolatorio.

L’ippocastano è molto utilizzato in cosmetica per le sue proprietà tonificanti sulle pareti dei vasi sanguigni e per la circolazione sanguigna. Queste caratteristiche lo rendono molto usato nei cosmetici che contrastano la cellulite.

Proprietà benefici.
L’ippocastano vanta proprietà astringenti e anti-infiammatorie che aiutano a
mantenere toniche le pareti dei nostri vasi sanguigni. Difatti è provata scientificamente l’efficacia per combattere le vene varicose. Riduce il ristagno di liquidi, incrementando la permeabilità dei vasi capillari e, conseguentemente, permettendo il riassorbimento dei fluidi in eccesso da parte del sistema circolatorio. Essendo potenzialmente tossico, non se ne dovrebbe fare un uso interno se non dietro stretta supervisione da parte di un medico. La corteccia possiede virtù anti-infiammatorie, astringenti, diuretiche, vasocostrittive e antipiretiche.
Viene raccolta in primavera e viene fatta essiccare per usi successivi. Fra i suoi metodi di utilizzo citiamo gel e lozioni per uso esterno, preparazioni naturali da utilizzare nel trattamento di lupus e ulcere, mentre un tè fatto con le foglie (dietro supervisione medica) è tonico ed è usato come sedativo in caso di tossi secche e stati febbrili; il tè derivato dalla corteccia viene inoltre considerato utile nei casi di malaria e dissenteria. I semi, trattati e usati esternamente, sono decongestionanti, espettoranti e tonici, e in passato venivano usati nel trattamento di reumatismi, nevralgia ed emorroidi. L’olio estratto dai semi dà sollievo topico ai sintomi dei reumatismi. Gli impacchi con polvere di radici dell’ippocastano sono analgesici, e venivano usati anche in passato per i dolori al petto.


Costituenti fondamentali
Dai semi e dalla corteccia si estraggono le saponine, la cui miscela è costituita da escina, glucosidi cumarinici e triterpenici, tra cui l’esculina, procianidine tannini e flavonoidi, amidi e grassi insaturi. Ma, proprio le saponine potrebbero determinare gravi effetti collaterali se ingerite. Infatti, queste potrebbero causare tossicità. Anche se, per fortuna, il sapore sgradevole rende difficile pensare a un’ingestione volontaria di parti di ippocastano senza alcuna prescrizione o supervisione medica, è altresì vero che ingestioni involontarie di saponina, anche in dosi molto ridotte, provocano disturbi molto fastidiosi, tra i quali vomito e forti nausee e, se per qualche ragione si dovesse assumere una dose massiccia di semi non lavorati e non trattati in modo adeguato, senza una prescrizione da parte di professionisti specializzati nel settore delle medicine e nei rimedi naturali, sarà di vitale importanza rivolgersi al più presto al più vicino Pronto Soccorso, perché l’insorgere di emorragie interne è alquanto probabile.

Escina
La tradizione terapeutica dell’escina, principio attivo dell’estratto di ippocastano, risale alla medicina del ’500, in cui i semi e le ghiande di Aesculus hippocastanum trovavano largo impiego, per le loro virtù decongestionanti. Nel ‘700 l’ippocastano era diffuso in tutta Europa e alle gemme erano attribuite, fin dal 1720, proprietà antipiretiche simili a quelle del chinino, nozione che fu confermata nel corso del secolo da vari medici, che la usavano nella loro pratica medica. Questo rimedio terapeutico, gradualmente abbandonato, conobbe in seguito momenti di rinnovato interesse, come nel 1896, quando ne furono vantate le proprietà antiemorroidarie. Nel XIX secolo, con il fiorire degli studi di chimica, anche l’ippocastano fu oggetto di indagini, e se ne isolarono varie saponine, glicosidi ampiamente distribuiti nel mondo vegetale. Ogni saponina è costituita da una sapogenina (l’aglicone) e da uno zucchero (fig.1).


Le saponine


L’aglicone può essere una molecola steroidea o un triterpene e lo zucchero può essere glucosio, galattosio, pentosio o metilpentosio. Le sapogenine sono, in generale, emolitiche anche ad alte diluizioni. Nel caso dell’Aesculus hippocastanum, l’idrolisi della saponina generava un composto chiamato “escigenina”, considerato un “terpenoide pentaciclico”.
 Nel 1953 dalla saponina di ippocastano fu possibile isolare due prodotti in forma cristallina, che furono denominati escina (emolitica) e prosapogenina (non emolitica). In seguito al perfezionamento delle metodiche chimiche di purificazione, si arrivò alla determinazione che l’escina esiste sotto due forme: l’α-escina e la β-escina, distinguibili per alcune caratteristiche chimiche e per l’indice emolitico (l’α-escina si forma per riscaldamento a 100 °C della β-escina).
L’escina, la cui formula di struttura è riportata in figura 2. viene ottenuta in forma cristallina scarsamente solubile in acqua. Pertanto la forma farmacologica per somministrazione parenterale consiste in un sale (escinato di sodio) che si presenta in forma liofilizzata per assicurarne la stabilità. È possibile convertire l’escina cristallina in un’escina amorfa, la cui solubilità in acqua aumenta di almeno 200 volte, senza che la struttura molecolare si alteri: l’escina amorfa viene usata nelle formulazioni orali, per assicurare un consistente assorbimento gastroenterico della sostanza. L’escina rappresenta il principio attivo più importante e insieme ai flavonoidi, sostanze universalmente note per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e vasoprotettive, conferisce alla pianta proprietà antiedemigena e vasocostrittrice.

Struttura chimica dell'Escina


 L’escina è presente come componente in molti farmaci che trovano indicazione, per uso sia topico che sistemico, nelle patologie in cui esista, come momento patogenetico, un’alterazione della resistenza e della permeabilità capillare. Questo prezioso principio attivo è in grado di ridurre l’attività dell’elastasi e della ialuronidasi, due enzimi che attaccano l’endotelio dei vasi e la matrice extracellulare, indebolendone la struttura. Riducendo l’attività di questi enzimi, i vasi riacquistano la normale resistenza e permeabilità. 
 Ormai studi farmacologici hanno determinato l’uso dell’escina nel trattamento dell’insufficienza venosa, di natura varicosa e non varicosa.
 L’azione dell’escina è sinergizzata dall’azione vitaminica P dei glicosidi flavonolici presenti nell’ippocastano: il loro effetto  si manifesta con una riduzione della permeabilità e della fragilità capillare.
 L’azione sul microcircolo, capillaro-protettiva e decongestionante, si esplica nel miglioramento dell’attività della microcircolazione mediante la riduzione della permeabilità dei capillari, favorendo così il drenaggio linfatico.
 Gli estratti di ippocastano sono ampliamente utilizzatati nel trattamento delle malattie rettali come emorroidi e ragadi, e in particolare nei disturbi circolatori nelle condizioni di insufficienza venosa periferica e nelle sindromi flebitiche. I sintomi dell’insufficienza venosa cronica includono la comparsa di un senso di pesantezza, gonfiore e prurito alle gambe, spesso accompagnato a crampi notturni. Anche il gemmoderivato, ottenuto dalle gemme dell’albero, viene utilizzato per la stasi e congestione venosa; non ha soltanto svolge un’azione vasoprotettrice flebotonica e antinfiammatoria. 
 Favorisce l’aumento del tono venoso, contribuendo al restringimento delle varici dilatate e tortuose. Può migliorare la microcircolazione, oltre ad avere proprietà antiemorragiche, e possiede proprietà riparatrice in edemi ed ematomi di origine traumatica o allergica. Combatte la ritenzione idrica di sodio e cloruri, stimolando la diuresi, attraverso un’azione drenante.
 Essenzialmente l’escina viene utilizzata contro la cellulite.


12 commenti:

  1. Sempre molto tecnica e professionale nei tui post.
    Complimenti

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  2. Non conoscevo i benefici dell’ippocastano
    E molto bello conoscere e scoprire nuove cose
    Grazie

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  3. Davvero interessanti le proprietà di questa pianta

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  4. Non conoscevo nello specifico i benefici dell'ippocastano, è stato molto interessante leggere il tuo post!

    XOXO

    Cami

    www.paillettesandchampagne.com

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  5. non sapevo che avesse tutte queste proprietà, i tuoi post sono sempre molto interessanti!

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  6. come sempre sei molto professionale e tecnica in questo genere di spiegazioni

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  7. conoscevo già le proprietà di essoo. ma il tuo articolo è davvero molto dettagliato e ricco. complimenti

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  8. sai che non conoscevo questo proprietà? :)

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  9. Non sapevo che l'ippocastano fosse così tanto utilizzato e soprattutto di tutti i suoi benefici!

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  10. L'ippocastano non solo è bellissimo, ma anche queste proprietà fantastiche!

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  11. MA sai che non sapevo di tutte queste proprietà?
    dovrei proprio provare!

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