domenica 22 aprile 2018

Elementi di tricologia e cosmetologia, domande e risposte.

                       

Gli appunti di oggi sul quaderno di cosmetologia non sono altro che una raccolta di domande e risposte relative ai moduli di cosmetologia e tricologia.  Spero ti possano essere utili.  Se cerchi approfondimenti prova a dare un'occhiata QUI. Sai inoltre che puoi sfogliare il quaderno degli appunti di cosmetologia QUI.
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Domande e Risposte! 




MODULO ELEMENTI DI ANATOMIA /ELEMENTI DI COSMETOLOGIA
MODULO ELEMENTI DI ANATOMIA
  1. LA CUTE
La cute è composta da tre strati, dal basso verso l’alto troviamo: l’ipoderma, strato composto da cellule dette adipociti, il derma, strato intermedio sede del follicolo pilosebaceo e lo strato più superficiale l’epidermide.
  1. L’EPIDERMIDE.
L’epidermide è lo strato più superficiale della pelle. Si suddivide in altri cinque strati, dal basso verso l’alto: Strato basale o germinativo, strato spinoso, strato granuloso, strato lucido e strato corneo. Questi strati di fatto rappresentano l’evoluzione del ciclo vitale del cheratinocita che, partendo dallo strato basale si modifica sia dal punto di vista funzionale che strutturale, fino a giungere alla fine del suo percorso allo strato corneo come cellula anucleata e senza vita. Questo processo , che dura di media 28 giorni , è definito come il processo fisiologico di desquamazione del cuoio capelluto. Processo fondamentale che garantisce il ricambio delle cellule della nostra pelle.
  1. IL PROCESSO DI MELANOGENESI
Per melanogenesi si intende quel processo biochimico che avviene nel melanocita e che porta alla produzione della melanina, pigmento che da colore alla pelle ed agli annessi cutanei.
Il melanocita è una cellula dell’epidermide, più precisamente dello strato basale. A differenza del cheratinocita, il melanocita non migra negli strati superficiali dell’epidermide. La melanina viene prodotta nelle vescicole dei melanociti dette melanosomi. Tutto ha inizio dall’aminoacido tirosina che viene ossidato a dopatirosina da un enzima chiamato tirosinasi. Per successive fasi di condensazione e ossidazione si arriva alle varie forme di melanina. Nei soggetti albini, questo processo non si verifica in quanto per cause genetiche gli albini non possiedono l’enzima tirosinasi.


  1. IL CAPELLO ED IL SUO CICLO VITALE
Il capello fa parte , relativamente agli annessi cutanei , all’apparato pilo sebaceo.
Si compone di una parte intracutanea, vitale, ed una parte extra cutanea, detta fusto, non più vitale. La parte vitale innescata nel follicolo pilifero è composta dal bulbo, parte proliferativa, dove si ha una forte attività dei cheratinociti e dove avviene la melanogenesi da parte dei melanociti. Il fusto del capello fuoriesce sull’epidermide dall’ostio follicolare. Il fusto dall’interno verso l’esterno è composto da: midollo(in alcuni casi può essere interrotto o assente) corteccia: strato intermedio composto da cellule corticali nelle quali si trovano immersi i pigmenti della melanina. La corteccia è lo strato di maggior spessore nel capello. Per ultima, nello strato più esterno abbiamo la cuticola, composta da squame con il vertice rivolto verso il basso, queste squame sono trasparenti. Il capello ha un suo ciclo vitale che avviene in 3 fasi : la prima di nascita e crescita è detta Anagen, è il periodo di massima attività del follicolo. La seconda detta Catagen, è il periodo di stasi, di rallentamento delle funzionalità cellulari del capello, la fase questa che precede il Telogen periodo di caduta del capello. Il ciclo vitale del capello è relativo a ciascun follicolo.
  1. IL FILM IDROLIPIDICO
Il film idrolipidico della pelle è un’emulsione composta da acqua e lipidi che si trova sulla superficie della pelle. La fase lipidica proviene in parte dai lipidi intracornecitari e in parte dal sebo prodotto dalla ghiandola sebacea. Rappresenta una protezione per la nostra pelle, in quanto mantiene il pH nella sua acidità fisiologica (5.5) e protegge la pelle dall’aggressione di agenti microbici patogeni. Ogni qualvolta interveniamo sul cuoio capelluto con trattamenti cosmetici come tinture, permanenti, decolorazioni, ma anche l’abituale shampoo, finiamo per modificare e alterare il film idrolipidico. Per tale ragione sarebbe opportuno evitare per quanto possibile l’utilizzo di tensioattivi fortemente sgrassanti ed aggressivi negli shampoo.


  1. LA GHIANDOLA SEBACEA E LA SUA FUNZIONE
La ghiandola sebacea, annesso cutaneo, fa parte del complesso detto apparato pilo sebaceo. E’ una ghiandola a secrezione esocrina, riversa cioè il suo secreto all’esterno, a differenza delle ghiandole a secrezione interna dette endocrine. La ghiandola sebacea annessa al capello, attraverso un processo detto sebogenesi produce il sebo che ha la duplice funzione di lubrificare il capello e formare, una volta sulla cute il film idrolipidico. La scarsa produzione di sebo, o al contrario una produzione eccessiva porta a manifestazioni dette rispettivamente capelli e cuoio capelluto secchi , seborrea(capelli e cuoio capelluto grassi) E da ricordare che la ghiandola sebacea non risponde a stimoli esterni ma funziona sotto stretto controllo ormonale. La sua attività di fatto dura dalla nascita per qualche mese, grazie all’azione degli ormoni ricevuti dalla madre, per rimanere inattiva fino alla pubertà, periodo in cui comincia la produzione di ormoni androgeni (testosterone e progesterone).
  1. LE PRINCIPALI ANOMALIE DEL FUSTO DEL CAPELLO E LE CAUSE
Le anomalie del fusto del capello possono essere dovute a traumi chimico-fisici e tra le più comuni ricordiamo
1) Tricorressi nodosa:
è causata da traumi, anche modesti, fisici e/o chimici (phon, pettine caldo, spazzole, acconciature, permanenti, tinture, shampoo ripetuti ecc), che provocano, in alcuni tratti del fusto, prima una perdita della cuticola e successivamente una dissociazione e una separazione delle cellule della corteccia con formazione di rigonfiamenti tondeggianti fragili e facilmente soggetti a frattura (che avviene con aspetto tipicamente "sfrangiato", a pennello).
2) Tricoptilòsi:
è una fissurazione longitudinale del fusto, intermedia o terminale (doppia punta), che si verifica per danni fisico-chimici (anche ripetute pettinature) dopo una prima fase di perdita della cuticola.
3) Tricoclasìa:
è una frattura trasversale del fusto che interessa midollo e corteccia con risparmio della cuticola. Può o no essere associata ad altre alterazioni e consegue in genere a traumi fisico-chimici di modesta entità. Nelle fasi iniziali il capello non si presenta particolarmente fragile ma può diventarlo se con il passare del tempo la cuticola non si mantiene perfettamente integra.
4) Triconodòsi:
il fusto si presenta in un punto annodato su se stesso e, a questo livello, la cuticola è, per il continuo sfregamento, alterata o assente. La patogenesi è traumatica (legature strette dei capelli) e il fenomeno si verifica più frequentemente nei soggetti con capelli ricci.


  1. LA FORFORA E I TRATTAMENTI COSMETICI ANTIFORFORA
Con il termine forfora s’intende l’eccessiva e cronica desquamazione non infiammatoria del cuoio capelluto, detta in linguaggio dermatologico pitiriasi semplice del cuoio capelluto. Dal punto di vista diagnostico la forfora viene vista come un’eccessiva desquamazione del cuoio capelluto , a seguito di un’alterato turnover delle cellule epiteliali. La formazione di corneociti dai cheratinociti è un normale evento fisiologico , ma quando si è in presenza di forfora ciò significa che il processo di corneificazione avviene in modo anticipato rispetto alla norma. Le cause della forfora (non ancora del tutto ben note) si possono attribuire a varie concause, di tipo ormonale, stress, dieta non equilibrata e cause microbiche, a tal proposito sul cuoio capelluto con forfora è stata verificata la presenza e la sopravvivenza di un agente microbico il Pityrosporum ovale. A tale proposito il trattamento prevede l’uso di antimicrobici.
Relativamente ai trattamenti antiforfora abbiamo: molecole di sintesi come Pirition disulfuro, piritione alluminio, zinco piritione,solfuro di selenio.
Tra gli estratti vegetali ad azione antiforfora abbiamo: mirto, ortica,
  1. LA SEBORREA E IL TRATTAMENTI COSMETICI ANTISEBORROICI
Con il termine seborrea si indica l’ipersecrezione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Questo processo interessa frequentemente il cuoio capelluto e può indurre alla condizione definita di capelli grassi o untuosi.
La seborrea si manifesta con capelli grassi/untuosi che risultano appesantiti e che si sporcano facilmente compromettendo anche la tenuta dell’acconciatura.
Il trattamento cosmetico della seborrea prevede l’uso di sostanze funzionali aventi le caratteristiche batteriostatiche e antifunginee.
Tra le sostanze atte al trattamento della seborrea e della forfora grassa troviamo: lo zolfo e i suoi derivati, il bisolfuro di selenio, amminoacidi solforati(cistina, cisteina, metionina) acido salicilico. Tra gli estratti vegetali vengono impiegati a tale scopo: bardana, betulla, limone, menta, rosmarino.


  1. LE PRINCIPALI DERMATOSI DEL CUOIO CAPELLUTO .
Tra le dermatosi del cuoio capelluto troviamo:
1) Il lupus eritematoso, malattia infiammatoria che causa la distruzione della giunzione dermo epidermica e dello strato germinativo dell’epidermide. I capelli risentono di questa condizione e si può assistere a forme di alopecia.
2) La psoriasi è una malattia che ha origine genetiche, colpisce spesso il cuoio capelluto, inizialmente può essere confusa con la dermatite seborroica.
3) Il lichene piano, malattia genetica e infettiva, inizia dallo strato basale e poi si spinge al derma. Si presenta con papule appiattite di colore violaceo accompagnate da forte prurito il lichene piano provoca la distruzione del follicolo e con esso la perdita dei capelli.
4) Le tigne infezione dovuta a funghi, provocata de Microsporum e Tricophyton. Si manifestano soprattutto nei prepuberi.
5) Dermatite seborroica: fa parte delle forme di eczemi del cuoio capelluto, è caratterizzata dall’infiammazione cronica del cuoio capelluto in presenza di forte seborrea. Si manifesta con chiazze eritematose con continua desquamazione accompagnata da prurito. La dermatite seborroica provoca un progressivo assottigliamento dei capelli e può portare all’alopecia.
  1. LA CADUTA DEI CAPELLI
In una chioma sana sono presenti capelli che attraversano ognuno varie fasi del loro ciclo vitale, il quale ne consente un continuo rinnovamento. Tuttavia vi sono soggetti che tendono a perdere
più capelli del normale e le ragioni sono l’avanzare dell’età e la presenza di uno o più fattori aggravanti come predisposizione ereditaria, passaggio all’autunno o primavera (in tali stagioni è maggiore la quantità di follicoli piliferi in fase di ricambio poiché alcuni ormoni, informati soprattutto dalle ore di luce, stimolano un meccanismo sincronizzato di caduta), stress, trauma psicofisico, inquinamento, frequenti bagni in piscina e al mare, fumo di sigaretta, eccessiva esposizione al calore (phon, piastre, casco del parrucchiere) ed ai raggi ultravioletti,
radiazioni ionizzanti, tinte, shampoo aggressivi, spazzolatura (il trauma meccanico facilita il distacco dei capelli), diete dimagranti o squilibrate, abuso di alcol e caffeina, squilibri ormonali, stati infiammatori associati a dermatiti o allergie cutanee, infezioni, malattie, alterazioni vascolari a livello del bulbo pilifero, assunzione di farmaci (antitumorali, antitiroidei, anticoagulanti, contraccettivi orali, beta-bloccanti, antidepressivi), ecc.
  1. ALOPECIA ANDROGENETICA, CALVIZIE COMUNE
Con questo termine ci si riferisce ad una condizione caratterizzata da un calo visibile di capelli in zone piu o meno ampie della testa, che si amplifica con il passare del tempo. E’ il tipo di alopecia piu comune che colpisce prevalentemente il sesso maschile (circa l’80 % entro i 60 anni), ma affligge anche molte donne specialmente dopo la menopausa (il calo della sintesi di estrogeni crea uno squilibrio a favore degli androgeni). Si tratta di un’alterazione patologica del meccanismo di crescita dei capelli che entra nell’ultima fase e cade.
All’origine del disturbo c’e una predisposizione genetica e una maggiore sensibilita dei recettori del
bulbo agli ormoni androgeni, che dipende principalmente da un enzima, la 5-α-reduttasi, che converte il testosterone nel suo derivato piu potente il diidrotestosterone o DHT.
Quest’ultimo provoca un eccesso della produzione del sebo da parte delle ghiandole sebacee (seborrea), la progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi e un’inibizione delle sintesi delle proteine essenziali per la formazione dell’energia indispensabile alla crescita del capello e alla riproduzione delle cellule germinative.


  1. STATO DI NUTRIZIONE E CAPELLI
E’ inequivocabile l’esistenza di un legame diretto fra l’eccessivo diradamento dei capelli e uno scarso apporto di sostanze nutrienti come proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e oligoelementi. In particolare, la carenza di aminoacidi causa una temporanea riduzione del diametro del bulbo e della sua resistenza alla trazione con facilita degli steli a rompersi e una marcata diminuzione
della melanina. Fortunatamente si tratta di eventi reversibili, percio e possibile ripristinare le
normali condizioni del capello se vengono aggiunti i nutrienti necessari al mantenimento del suo stato di buona salute con l’alimentazione e, quando impossibile, con gli integratori alimentari che li contengano. Gli aminoacidi solforati (cistina, cisteina e metionina) sono necessari per la sintesi della cheratina che e la proteina piu importante del capello e per accelerarne la crescita sia in lunghezza che nel diametro e quindi per migliorarne qualita, struttura e trofismo. La cistina
si forma in seguito all’ossidazione dei gruppi -SH liberi della cisteina, che danno luogo ai ponti disolfuro -S-S che, essendo molto stabili, conferiscono resistenza e stabilita alla cheratina. Grazie alla presenza della vitamina B6, la cistina viene mantenuta nel giusto apporto nel sangue e favorisce la sintesi di melanina.
  1. VITAMINE E CAPELLI



Alcune vitamine (A, E, B5, B6, PP, H) sono sicuramente coinvolte nell’attività follicolare. La presenza di anomalie dei capelli e dei peli può in certi casi essere ricondotta a carenze vitaminiche imputabili spesso a drastici regimi dietetici perseguiti con disinvoltura.
Dal punto di vista biochimico le vitamine sono un gruppo di sostanze eterogenee, senza contenuto energetico proprio, attive a dosi generalmente molto piccole, necessarie all'organismo e alla sua crescita, che non possono essere in genere sintetizzate e devono pertanto venir introdotte con gli alimenti (in alcuni casi la flora batterica intestinale ne produce una certa quota).
A seconda delle loro caratteristiche vengono distinte in liposolubili (A, D, E, K) e idrosolubili (B1, B2, B3, B5, B6, B8, acido folico, B12, C, acido lipoico). Il concetto di vitamina ha la sua origine nella constatazione che i principi alimentari fondamentali (proteine, grassi, carboidrati) non bastano a tenere in salute l’organismoIl nome “vitamina” fu dato per la prima volta alla tiamina nel 1911, per indicare che questa sostanza aveva la struttura di un anima e che era indispensabile alla vita.
Le vitamine più importanti sono la vitamina A, B2, B5, B6, PP, E, F, H e C.


Vitamina E (tocoferolo):
Si trova soprattutto negli oli vegetali, nel burro, nell’uovo e nei cibi che contengono anche vitamina A con la quale esercita un ruolo sinergico.
La vitamina E è la vitamina “antiossidante” per eccellenza
Vitamina F - Acidi Grassi Essenziali:
Vengono chiamati anche vitamina F e sono costituenti essenziali di membrana. Le fonti alimentari sono le stesse della vitamina A. Sappiamo oggi che sono necessari per una corretta cheratinizzazione ma non si conosce quale sia il fabbisogno nell’uomo.
la carenza di acidi grassi comporta eritema e desquamazione del cuoio capelluto e delle sopracciglia, poi i peli ed i capelli cadono e, quelli che rimangono, sono depigmentati, secchi, presentano alterazioni strutturali.


Vitamina B6 (piridossina):
E’ ampiamente diffusa in tutti gli alimenti ma soprattutto nelle farine e nella carne. La sua carenza è essenzialmente caratterizzata da anemia microcitica-ipocromica con anoressia, vomito, diarrea.
A carico della cute si riscontra atrofia con ipercheratosi dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee.

Vitamina B2 (riboflavina):
La vitamina B2 è largamente contenuta nelle verdure fresche, nel tessuto adiposo e muscolare degli animali, nell’uovo, nel lievito, nelle farine. La sua carenza si manifesta con disturbi della cute e delle mucose, particolarmente in corrispondenza degli orifizi corporei (bocca, ano etc) nei punti di transizione fra questi due tessuti (es.angoli delle labbra) con fatti infiammatori. Si hanno disturbi oculari e visivi (bruciore agli occhi, intolleranza alla luce, ulcerazioni della cornea etc).


Vitamina B5 (acido pantotenico):
Come dice il suo nome (pantotenico) si trova in tutti i tessuti animali e vegetali.
Fonti abbondanti sono il lievito ed il fegato.
Vitamina C (acido ascorbico)



Ampiamente distribuita nel mondo vegetale, è la più popolare delle vitamine.
E’ opinione comune che la vitamina C acceleri la guarigione delle ferite e il decorso delle malattie infettive. Sicuramente essa è necessaria alla sintesi di molti ormoni, soprattutto surrenalici.
E’ una delle poche vitamine idrosolubili di cui l’organismo umano possa accumulare una piccola riserva. Ha netta capacità antiossidante e pertanto, secondo alcune vedute, è in grado di ritardare alcuni dei fenomeni dell’invecchiamento e contrastare fenomeni degenerativi (da ciò la sua presunta azione anticancro).

Di fatto la vitamina C è in grado di neutralizzare gran parte dei radicali liberi che si formano nelle cellule dell’organismo comportandosi come un sistema di ossidoriduzione: si ossida e si riduce reversibilmente da acido ascorbico ad acido deidroascorbico.
Non è da trascurare un probabile ruolo esercitato dalla vitamina C nei confronti del sistema pilo-sebaceo. Questa vitamina è interessata anche dal metabolismo della tirosina e della fenilalanina dei lipidi e del colesterolo.


Vitamina H (biotina):
Diffusa in tutti gli alimenti, è assai abbondante nel fegato, nelle uova, nel lievito, nella crusca, nel riso.

VITAMINA PP (acido nicotinico):
Ne sono particolarmente ricche la carne, il pesce, il frumento.
E’ presente praticamente in tutti gli alimenti ma spesso in forma non assimilabile;


Vitamina A (retinolo)
La vitamina A (detta anche "retinolo") si trova solo in alimenti di origine animale: la sorgente più ricca è l’olio di fegato di pesce ed il fegato dei mammiferi, ma anche il burro, il latte, il formaggio e le uova contribuiscono all’apporto di vitamina A.
Essa si forma però anche da una vitamina vegetale, il beta-carotene, presente nella verdura e nella frutta. In carenza di vitamina A si riscontrano spesso fenomeni di ipercheratosi fino alla metaplasia squamosa delle cellule epiteliali. La vitamina A assunta in eccesso potrebbe invece inibire la sintesi finale delle cheratine, impedendo che l’ossidazione dei gruppi -SH liberi della cisteina dia luogo ai ponti disolfurici -S-S della cistina, necessari alla stabilità e alla resistenza del pelo.
  1. OLIGOELEMENTI E CAPELLI
AI fini del benessere del capello Importante e anche l’assunzione di oligoelementi in quanto fondamentali per le catalisi enzimatiche indirizzate ad ottimizzare il ciclo vitale del capello. In dettaglio:
lo zinco svolge un’azione sebo-normalizzante, favorisce il rinnovamento e la riparazione delle cellule e quindi accelera i processi di cicatrizzazione delle ferite. Insieme al magnesio e al rame partecipa alla sintesi della melanina.
Il ferro e indispensabile per l’ossigenazione dei bulbi piliferi e dei cheratinociti, dato che svolge un ruolo primario nella sintesi dell’emoglobina del sangue. La deficienza di ferro, soprattutto nelle femmine, puo essere motivo di caduta dei capelli e molte volte spia della mancanza di altri metallo-ioni come zinco e magnesio.
Il rame catalizza l’ossidazione della cisteina a cistina ed e essenziale come cofattore del ferro nella sintesi dell’emoglobina e per l’attivita di enzimi che contrastano i radicali liberi.
Il selenio, a notevole azione antiossidante, protegge le cellule dagli stress ossidativi

ELEMENTI DI COSMETOLOGIA


        1. I COSMETICI TRICOLOGICI SECONDO LA LORO FUNZIONE
I cosmetici tricologici, a seconda della loro funzione vengono classificati in : IGIENICI (shampoo)
ESTETICI (tinture, permanenti, fissatori ecc.) FUNZIONALI ( balsamo, condizionanti, fiale, maschere)
        1. IL MINISTERO DELLA SANITA’ CON LA SUA CIRCOLARE 66 DEL 1980 HA STILATO TRE ELENCHI DI TERMINI CUI ATTENERSI NELLA PRESENTAZIONE DEI COSMETICI DI CUI(DESCRIVI)
Il ministero della sanità attraverso questa circolare ha voluto dare indicazioni in merito a termini corretti da poter utilizzare nella presentazione dei cosmetici in modo tale da regolamentare l’utilizzo di termini impropri che potrebbero indurre in “inganno “ il consumatore. A tal proposito L’elenco A fornisce termini accettabili (antiforfora) , l’elenco B contiene termini dubbi, si possono utilizzare ma ne va specificata la funzione cosmetica ( antiseborroico) L’elenco C contiene termini che non si possono utilizzare nella presentazione dei cosmetici in quanto sono termini medici o di fantasia ( disinfettante)
        1. LO SHAMPOO, COMPOSIZIONE E FUNZIONE.
Lo shampoo è un cosmetico igienico la cui funzione primaria è quella di pulire il cuoio capelluto ed i capelli. Da punto di vista fisico è una soluzione a base di tensioliti.
La composizione dello shampoo prevede: Acqua, tensioattivi primari (anionici) con funzione lavante, tensioattivi secondari( non ionici /anfoteri) con funzione surgrassante, diminuiscono l’aggressività dei primari. Agenti viscosizzanti, la cui funzione è quella di rendere più viscoso il prodotto e quindi più pratico ai fini dell’applicazione, seguono stabilizzatori della schiuma, regolatori del pH( per renderlo compatibile a quello fisiologico ) conservanti, e le sostanze funzionali.
        1. IL BALSAMO, COMPOSIZIONE E FUNZIONE.
Il balsamo è di norma un’emulsione più o meno fluida la cui funzione è quella di condizionare il capello richiudendo le squame, eliminando l’eccesso di carica negativa lasciata sui capelli dai tensioattivi presenti nello shampoo, ammorbidirli rendendoli lucidi e pettinabili.


        1. I FISSATORI PER CAPELLI, COMPOSIZIONE E FUNZIONE


Il fissaggio della piega dei capelli viene ottenuto tramite polimeri fissativi (detti anche resine) che, una volta evaporato il solvente in cui vengono veicolati per l’applicazione, formano un film resistente e più o meno flessibile che permette il mantenimento dell’acconciatura, sia rivestendo il singolo capello che legando i capelli fra loro.
Le forme cosmetiche utilizzate sono molte e comprendono lozioni, lacche mousse e gel, alcune disponibili anche come spray a pompa o pressurizzate. I fissatori per capelli si differenziano tra loro sia dal punto di vista merceologico che applicativo, mentre tutti hanno in comune la componente che li rende fissativi :I polimeri filmogeni.
Le caratteristiche funzionali richieste a questa tipologia di prodotti sono:
• Miglioramento della tenuta dell’acconciatura
• Facile applicazione
• Facile pettinabilità
• Assenza di appiccicosità
• Asciugatura rapida
• Assenza di polverosità all’uso della spazzola
• Assicurazione di corpo e resistenza al capello
• Aumento del volume del capello senza conferire eccessiva rigidità


Il primo fissatore utilizzato è stato la gomma lacca ( le lacche per capelli hanno preso il nome da questa sostanza naturale) Si tratta di una sostanza resinosa, prodotta dall’insetto Laccifer Lacca. Il primo polimero di sintesi utilizzato come fissatore è il PVP (polivinilpirrolidone) il suo effetto filmogeno è dovuto alla formazione di legami elettrostatici con la cheratina del capello e le molecole del PVP. La pellicola formata sul capello da questo polimero risulta trasparente e flessibile ma ha l’inconveniente di essere igroscopica( capacità di assorbire e trattenere acqua in presenza di umidità nell’atmosfera) questo è causa di appicicosità. Questo inconveniente è stato risolto copolimerizzando il PVP con VA(vinil acetato) PVP/VA è resistente non igroscopico e il prodotto finale corrisponde perfettamente ai criteri che un buon fissatore dovrebbe avere.


        1. TINTURE TEMPORANEE, TINTURE SEMIPERMANENTI , TINTURE AD OSSIDAZIONE.
La colorazione temporanea
I prodotti di colorazione temporanea (o fugace, o “riflessante”) sono destinati ad apportare un lieve cambiamento del colore naturale o artificiale dei capelli. Si tratta, appunto, di una modifica “temporanea” del colore, che si elimina al primo shampoo successivo. I prodotti di colorazione temporanea sono prodotti pronti all’uso, che non contengono né ammoniaca né acqua ossigenata. I coloranti utilizzati sono molecole colorate di peso molecolare relativamente elevato e di modesta affinità per la cheratina, che non penetrano (o penetrano molto poco) nel capello. I coloranti sono incorporati a prodotti di diversa natura:
• lozioni colorate per la messa in forma. Si tratta di lozioni che si applicano su capelli umidi e puliti, per facilitare la messa in forma. Le lozioni contengono coloranti poco sostantivi, ma solubili nel film di polimeri fissanti, che apportano alla capigliatura una colorazione destinata a durare fino allo shampoo successivo. Questi prodotti sono utilizzati per ravvivare una nuance naturale un po’ opaca o sbiadita o per eliminare l’ingiallimento dei capelli bianchi;
• lozioni (schiumogene o non schiumogene) da applicare dopo lo shampoo. Si tratta di prodotti contenenti anche derivati cationici, per migliorare la pettinabilità e conferire qualità cosmetiche alla capigliatura.
La colorazione diretta o semi-permanente
I prodotti di colorazione diretta (o semi-permanente) sono quei prodotti che sono in grado di colorare direttamente i capelli, senza che siano coinvolti meccanismi di ossidazione, e sono caratterizzati da un’azione semi-permanente, cioè da una più ridotta durata del colore applicato. Il colore è eliminato progressivamente, nel corso degli shampoo (8-10). I prodotti di colorazione diretta non permettono di schiarire il colore naturale e consentono di ottenere nuances naturali e naturali riflessate (per ravvivare la base naturale o già colorata e mascherare i primi capelli bianchi) oltre a nuances riflessate grigie, per eliminare l’ingiallimento dei capelli grigi o bianchi. I prodotti di colorazione diretta semi-permanente sono generalmente prodotti pronti all’uso, che non necessitano mai di miscelazione preliminare con l’ossidante. Le molecole coloranti utilizzate hanno dimensioni abbastanza piccole, e questo permette loro di penetrare (entro certi limiti) nel capello senza la necessità di alcuna reazione chimica. Questi prodotti non contengono né ammoniaca, né acqua ossigenata e per questo non schiariscono mai la base naturale. Sono presentati all’utilizzatore sotto diverse forme, dalle lozioni leggermente schiumogene agli shampoo coloranti alle mousse aerosol, per permettere un’applicazione ed un risciacquo estremamente facili. Generalmente si applicano, con una lieve frizione, sui capelli lavati, con un tempo di posa di circa 30 minuti; trascorso tale periodo si risciacquano.
Colorazione ad ossidazione permanente
I prodotti di colorazione ad ossidazione (o colorazione permanente) rappresentano la tipologia di colorazione che consente di schiarire o scurire quanto si desidera il colore naturale dei capelli, di intensificarne o modificarne i riflessi, garantendo un risultato duraturo e persistente. La colorazione permanente permette di coprire completamente ed efficacemente i capelli bianchi, qualunque sia la loro percentuale (fino al 100%) e la loro distribuzione (più uniforme o localizzata). Dal punto di vista chimico-formulativo, il sistema di colorazione prevede sempre il mescolamento di due diverse preparazioni, che devono essere miscelate nelle debite proporzioni immediatamente prima dell’uso:
 Il liquido o gel o crema, che contiene i precursori di colorazione (o coloranti di ossidazione)intermedi , e l’agente alcalino (generalmente ammonium hydroxide). L’ossidante o rivelatore, che contiene acqua ossigenata (hydrogen peroxide).
La soluzione dei coloranti di ossidazione e l’agente alcalino sono integrati ad un supporto (eccipiente), il cui ruolo è quello di consentire l’applicazione e la ripartizione del prodotto nella capigliatura, favorendo la distribuzione e la penetrazione dei precursori nel capello.
Il supporto, inoltre, conferisce al prodotto il suo aspetto fisico all’utilizzo; i prodotti, infatti, possono essere formulati come shampoo, creme o geli colorati.
I precursori di colorazione migrano all’interno del capello, ove per reazione con perossido di idrogeno e in ambiente reso basico per azione dell’agente alcalino (ammoniaca), danno luogo alla formazione di pigmenti colorati.




        1. GLI INTERMEDI (FUNZIONE E DERIVAZIONE CHIMICA)
Gli intermedi detti anche precursori del colore, sono molecole di natura organica che formalmente derivano dal benzene. Possono essere ORTO, META e PARA sostituiti, rispettivamente in posizione 1/2 ,1/3 ,1/4. Gli intermedi , molecole incolore, diventano colorate e coloranti attraverso un duplice processo di ossidazione e condensazione.
Gli intermedi comprendono basi e copulanti.


Es: p.fenilendiammina, BASE
m.fenilendiammina COPULANTE
o.aminofenolo BASE
m.aminofenolo.COPULANTE
resorcinolo COPULANTE


Mentre le basi determinano le altezze di tono , i copulanti determinano le sfumature di tendenza.




        1. L’AZIONE DELL’AMMONIACA NEL PROCESSO DI COLORAZIONE AD OSSIDAZIONE
L’ammoniaca nel processo di colorazione svolge la duplice funzione di rigonfiare il capello, aprire le squame e liberare l’ossigeno dagli acidi stabilizzanti.
        1. L’AZIONE DELL’ACQUA OSSIGENATA NEL PROCESSO DI COLORAZIONE AD OSSIDAZIONE
Nel processo di colorazione permanente l’azione dell’acqua ossigenata è fondamentale per permettere l’ossidazione degli intermedi. Altra funzione è quella di decolorare la melanina naturale del capello.


CHIMICA DEL PROCESSO DI OSSIDORIDUZIONE
1. Quali sono gli elementi chimici che compongono il capello?
Gli elementi chimici che compongono il capello sono: C; H;O;S;N.
2. Cosa sono gli aminoacidi?
Gli AA; sono molecole organiche contenenti un gruppo acido e uno amminico, e si considerano gli elementi di base costituenti le proteine.
3. Quali sono gli aminoacidi solforati presenti nella cheratina del capello?
L’aminoacido solforato presente nella cheratina del capello è la cisterna.
4. Elenca e descrivi i legami presenti nella struttura cheratinica del capello.
I legami presenti tra le eliche proteiche sono tre: I legami salini, di natura eteropolare, che posti orizzontalmente, creano attraverso l’attrazione polare una forza di coesione molto stabile . tale legame si può interrompere ad alte temperature.
I legami d’idrogeno ,molto labili, sono posizionati in verticale. Tali legami sono molto deboli, possono essere aperti da un semplice molecola di acqua. Tali legami vengono interessati nella modificazione non permanente.
I legami di zolfo. Si trovano in posizione orizzontale nelle eliche proteiche. Si formano dall’interazione di due aminoacidi cistina che, per ossidazione , si legano e si forma l’aminoacido cistina con eliminazione di una molecola di acqua.
Tali legami sono molto resistenti e per aprirli occorre intervenire con mezzi chimici. Questi sono coinvolti nell’acconciatura permanente.
5. La trasformazione del capello, a seconda del tipo di legame coinvolto, può essere:
la trasformazione del capello, a seconda dei legami può essere
.Temporanea se ad essere coinvolti sono i legami di idrogeno.
. Permanente se ad essere coinvolti sono i legami di zolfo.


6. diagnosi partecipativa ,descrivi.
Per diagnosi partecipativa si intende instaurare un dialogo con la cliente al fine di cogliere le sue aspettative , i suoi timori. Questo tipo di diagnosi è utile per non disattendere le aspettative della cliente.
7. diagnosi tecnica ,descrivi.
La diagnosi tecnica è funzionale a stabilire lo stato del capello, la natura del capello. Tali informazioni servono nella scelta del liquido ondulante da utilizzare.
8. Cosa sono i tioli?
I tioli sono sostanze organiche semplici, solubili in acqua, che grazie alla presenza nella loro molecola di un gruppo SH hanno il potere riducente sui legami di zolfo.
9. Tioglicolato di ammonio. Descrivi.
il tioglicolato di ammonio ha un’azione riducente molto energica e si usa nei prodotti per l’ondulazione permanente.


10. Elenca la funzione degli elementi basici presenti nelle soluzioni per l’ondulazione permanente.
Gli elementi basici nei prodotti per l’ondulazione permanente hanno il compito di agevolare l’apertura delle squame e il rigonfiamento del capello in maniera tale da facilitare l’azione riducente dei tioli a concentrazioni che non danneggino il capello.


11. Il risultato dell’ondulazione permanente è funzionale ad alcuni parametri. Elencali e descrivi.
I principali parametri da prendere in considerazione sono: Tipo e concentrazione del tiolo (dal 2 al 10%.) il pH della soluzione(dal 7 al 9,5%) e la natura del capello.
12. A completare la formulazione dei prodotti ondulanti concorrono una serie di altri componenti, quali? E con quale funzione?
Potenziatori: sostanze che servono per accelerare l’azione dei riducenti, pur a basse concentrazioni e a valori del pH ottimali.
Agenti umettanti: Per facilitare l’applicazione del prodotto e facilitarne l’assorbimento da parte del capello.
Emulsionanti e solventi: per dare maggiore corpo e consistenza alla soluzione.
Sostanze trattanti e ammorbidenti: Quali proteine, glicerina, lanolina oli vegetali, e le cere con l’importante compito di proteggere il capello.
Sequestranti, per annullare l’attività di eventuali Sali metallici.
Profumi e agenti coloranti, ad azione migliorativa delle qualità organolettiche del prodotto.
Corso 
Operatore benessere. 
Modulo
Tricologia e cosmetologia 
Prof 
Francesca Esposito Amendola. 














                          

21 commenti:

  1. In parte ero già a conoscenza di alcune indicazioni, ma leggendo il tuo articolo ho avuto modo di apprendere cose nuove ed utili :-)

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  2. Ho imparato un sacco di cose con questo post, soprattutto riguardo alle vitamine e i capelli!

    XOXO

    Cami

    www.paillettesandchampagne.com

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  3. i tuoi posto sono sempre interessanti e molto informativi, da addetti ai lavori!

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  4. Come sempre post molto interessante e ricco di contenuti utili! Grazie!!!

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  5. davvero utile il tuo post, ci dai sempre tante informazioni utili

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  6. adesso combino mirto e ortica: i miei rimedi per i miei problemi!

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  7. Grazie ai tuoi post ho più consapevolezza su molte cose!
    Buona giornata
    Alessia
    Style shouts

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  8. Utilissimo questo tuo post! Grazie come sempre per la tua professionalità.

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  9. Mi hai insegnato un sacco di cose con questo post, complimenti, mi piace molto l'articolo!

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  10. Grazie per tutte le informazioni di cui non ne ero a conoscenza, complimenti!soprattutto riguardo lo stato di nutrizione e i capelli.
    Marta.

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  11. Quante cose non conoscevo sulla caduta dei capelli!

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  12. come sempre da te imparo tanti nuovi argomenti! Grazie <3

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  13. Quante info utili, me lo segno nei preferiti perché so già che mi dimenticherò metà delle cose che hai detto... sono articoli da leggere pian piano e in parte studiare!

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  14. Sempre interessanti i tuoi post, si apprendono i si rinverdiscono tante informazioni utili per la salute della nostra pelle e dei nostri capelli :)

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  15. Questo articolo è molto utile, parlo per me che molte cose non le so, mi è interessato molto la parte che riguarda la forfora! :) baciiii

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  16. Quante vitamine sono coinvolte nel ciclo vitale dei capelli e nel loro stato di salute!

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  17. Ultimamente sto perdendo molto capelli, almeno o adesso lo so il perché.

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  18. Molte delle informazioni che hai fornito sono nuove per me, ottimo post

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  19. Sempre molto utili i tuoi articoli

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  20. Ciao, nuova follower; complimenti per blog e post; questo l'ultimo pubblicato ieri da me: http://ioamoilibrieleserietv.blogspot.com/2018/04/recensione-serie-dark-sea-claudia-piano.html


    Se ti va ti aspetto da me come lettore fisso

    Grazie

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I vostri commenti sono molto graditi.