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mercoledì 28 dicembre 2011

Materie prime nei cosmetici LE SOSTANZE COLORANTI. 1

LE SOSTANZE COLORANTI 


L’utilizzo dei coloranti in cosmetologia risponde a svariati obiettivi e non è legato esclusivamente ai prodotti da makeup. I coloranti possono essere utilizzati per mascherare delle colorazioni sgradevoli, derivanti ad esempio dall’utilizzo di estratti vegetali, oppure per differenziare prodotti simili,ma dotati di diverse proprietà, facilitandone il riconoscimento.Tuttavia il marketing ci ha insegnato che il colore dei prodotti è uno degli elementi che influenza maggiormente il processo di acquisto da parte dei consumatori e questo fenomeno si
spinge ben oltre il packaging, soprattutto nella nostra società, così attenta ai dettagli sensoriali dei prodotti. Pertanto i coloranti sono in grado di esaltare le caratteristiche dei cosmetici, al pari dei profumi e della texture, e rappresentano uno strumento fondamentale di vendita, al quale i produttori e i distributori devono rivolgere un’attenzione sempre maggiore. Le industrie che lavorano nel settore dei coloranti devono rispondere a delle richieste sempre più complesse ed articolate da parte dei produttori di cosmetici, dovendo studiare separatamente due livelli di utilizzo delle risorse cromatiche, riferite al prodotto e alla confezione.

Se si considera il prodotto, i problemi principali riguardano l’uniformità di colore tra lotti differenti e le variazioni cromatiche nel tempo. Per quel che riguarda invece l’imballaggio, bisogna assicurarsi una certa uniformità di colore sui diversi materiali che costituiscono i contenitori primari e secondari: non è sempre facile riuscire ad ottenere esattamente lo stesso colore sul vetro, sul metallo, sulla plastica e sul cartone, materiali che caratterizzano le confezioni sempre più elaborate dei nuovi cosmetici. Questa difficoltà dipende principalmente dal fatto che il concetto di superficie va oltre il semplice colore e fa riferimento non solo alla dimensione cromatica dell’oggetto, ma anche alle sue caratteristiche microstrutturali, che influenzano direttamente i processi di assorbimento e riflessione della luce. Basti pensare all’effetto ottico che si ottiene applicando la stessa tonalità di rosso alla carrozzeria lucida di un’autovettura piuttosto che ad una tenda di velluto.